bimba

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venerdì 16 agosto 2013

SPECIALITA' E NORMALITA'

Il termine specialità è riferito alle persone che a causa di una loro particolare formazione fisica non sono in grado di accedere a della cose che fanno parte della normalità.
La specilità finisce per sottrarre la persone a normali relazion con gli altri; queste perone speciali (disabili) anzichè facilitare i rapporti interpersonali, finiscono per allontarnarsi, isolarsi, escludersi anche se magari vengono proposti e riservati a loro speciali luoghi e diritti.
La realtà è diversa quando si parla del mondo della scuola o altre istituzioni educative; qui si scopre che i bambini speciali hanno bosogni normali e i bambini normali hanno bisogni speciali, normalità e spicialità allora non sono due modi diversi di essere, ma due differenti situazioni di bisogno.
Ecco perchè è importante far capire i bambini fin dalla prima infazia, l'importanza dell'essere diversi, ed è altrettanto imoprtante educare i bambini in un ambiente educativo stimolante, im presenza di altri bambini.
Educare il proprio figlio è totalmente diverso dall'educare i bambini in un gruppo; qui occorrono educatori professionisti preparati per organizzare gli spazi, i tempi, programmare la gionata, le attività, gestire le dinamiche tra i piccoli, rapportarsi con i colleghi e soprattutto con i genitori.
 
 

mercoledì 14 agosto 2013

IL DIRITTO AD UN 'EDUCAZIONE INCLUSIVA.... AL NIDO

L'inclusione della vita sociale passa attravaerso l'inclusione scolastica, per questo motivo è essenziale integrare un bimbo con i suoi coetanei già dai primi anni di vita; educare fin dalla prima infanzia non significa solo educare a un pensiero libero, ma anche aprire nuovi orizzonti.
E' essenziale valorizzare ciò che si fa con i bambini disabili a partire dal nido per migliorare non solo chi ha dei bisogni speciali, ma anche per un migliore futuro sociale di tutti.
Un argomento molto interessante dal mio punto di vista sono i diritti che godono questi bambini; parlare di diritti significa però parlare anche dei doveri, che soprattutto gli educatori devono avere.
Tutti i bambini, come si sa, sono diventati nel tempo portatori di diritti, e il diritto di inclusione nei primi anni di vita richiama a pieno la nostra responsabilità di educatori.
I diritti di tutti i bambini si intrecciano con quelli di disabilità, nei quali vengono valorizzate ed evidenziate le differenze, i diritti fondamentali per un  bambnio disabile non devono essere in nessun modo differenti da un bambino che non presenta diversità.
I bambini disabili comunque devono ricevere tutte le attenzioni e le cure di ogni altro bambino, l'educatore ha il compito fondamentale di saper ascoltare, osservare e capire i bisogni dei bambini. 

lunedì 12 agosto 2013

L'IMPORTANZA DELLA PSICOMOTRICITA'...AL NIDO

Come ho detto nei precedenti post, l'integrazione del bambino disabile al nido può essere ed è molto utile al bambino stesso, sia per quanto rigurada la sua capacità di relazione tra pari sia per un suo miglioramento fisico e psicologico.
Al nido vengono svolte molte attività che servono al bambino per la sua formazione fisica, e vengono svolte altrettante attività che aiutano il bambino ad entreare nell'ottica della diversità e cosa significa essere diversi e avere bisogni speciali.
Una disciplina inserita da non molto tempo al nido è la psicomotrictà sviluppata proprio per l'integrazione dei bambini con problemi di vario tipo. Con la psicomotricità si aiuta il bambino ad avere una visioni unitaria del suo corpo e agli occhi dell'educatore compare la parte più profonda e intima del bambino con la quale si entra in contatto.
Per introdurre la psicomotricità è essenziale preparare un setting accurato, il materiale adeguato stabilire il tempo e lo spazio entro il quale l'attività si svolge; il vero obiettivo dell'educatore è quello di osservare il disagio dei bambini e comprendere il problema e le modalità tecniche per aiutarli.
Le attività di psicomotricità possono riguardare molti aspetti e possono essere di vario tipo, come per esempio alcuni percorsi fatti con materassoni, sedie, panche, birilli, cerchi ecc, oppure possono riguardare uno specifico aspetto come ad esempio la paura di saltare da una certa altezza o la paura di buttarsi; qui si possono utilizzare diversi materiali come sedie, materassi dai quali far rotolare giu o far saltare i bambini.
Penso che questo tipo di attività sia molto utile per i bambini che presentano delle difficoltà motorie, in quanto esso stesso puo svilupparle nel migliore dei modi, e offre una maggiore integrazione con gli altri bambini.  



sabato 10 agosto 2013

I FIGLI CON HANDICAP...

Quando una mamma aspetta un figlio, è sicuramente la sensazione più straordinaria che possa mai provare, tutto il periodo di gravidanza è magico, ma quando scopre che il suo bambino può averer qualche sindrome di handicap, ecco che tutto ad un tratto le cade il mondo addosso.
Al momento dell'individuazione del disturbo, dopo avere accettato che il figlio venga riconosciuto come disabile, i genitori devono essere coinvolti nella formulazione della diagnosi; durante gli anni della scuola devono collaborae attivamente con gli insegnanti e specialisti.
La nascita di un bambino disabile fa vacillare molti punti di riferimento di una fmaiglia e un punto molto fondamentale di essa sono i nonni che molto spesso sono vicini alla famiglia sia dal punto di vista affettivo che pratico, aiutando il bimbo nella sua quotidianità. La famiglia è l'ambiente di vita primario di ognuno di noi, il posto che costituisce la base sicura per ciascun indivduo per indirizzarne la crecsita e prepararlo all'ingresso ai vari scenari della vita.
Di fronte alla crisi il gruppo familiare assiste ad alcuni cambiamenti radicali del proprio progetto e devono essere uniti per rafforzare la stabiltà, l'armonia e l'equilibrio fondamentali per un  nucleo familiare.
La famiglia deve comunque sapersi fidare del proprio medico e trovare la forza di andare avanti dando un amore senza confini al proprio figlio e saperlo amare incondizionatamente.

venerdì 9 agosto 2013

COS'E' LA DISABILITA'...?!

 Ciao a tutti..=)
oggi ho una domanda molto particolare per voi, non so se qualcuno ve lo abbia mai chiesto, ma secondo voi, CHI E' UNA PERSONA DISABILE..?!
Questa problematica l'ho studiata nel mio percorso di studi all'università e posso dirvi che una persona disabile è colui che presenta una minoranza fisica, psichica o sensoriale stabilizzata o progressiva, questo crea ed è causa di numerose diffocoltà di apprendimento, di relazioni sociali e può provocare anche un processo di svantaggio socile e di emarginazione.
Questa definizione che vi ho accennao è quella tecnica, ma secondo la mia opinione una persona disabile, al di la del fatto che presenta delle diversità visibili ai nostri occhi, credo però che questa diversità non debba intaccare la sua dignità.
I disabili chiedono di essere conosciuti come persone integrate e da integrare e capaci di relazionarsi con gli altri, senza il crearsi di pregiudizi.
Penso che il compito dell'educatore sia quello di creare un progetto di vita in prospettiva del loro futuro, esercitare la libertà di scelta di vita come espressione di maturità, aiutarli ad avere un ruolo produttivo nel contesto sociale.

mercoledì 7 agosto 2013

IMPORTANZA DELL'INTEGRAZIONE FIN DA PICCOLI..

I bambini diversamente abili fino ai tre anni nella maggior parte dei casi sono tenuti a casa oppure sono seguiti in modo individuale da insegnanti di sostegno. Non ci sono motivi per non mandare all’asilo questi bambini. Anzi, la loro integrazione è di straordinaria importanza per loro stessi e per le persone che ruotano loro attorno e che imparano a condividere giochi, attività, movimenti, gesti, espressioni e parole.
Sono in genere i servizi pubblici a garantire al bambino diversamente abile l’inserimento al nido, prevedendo un adeguamento del funzionamento alle sue esigenze per favorire la socializzazione e l’integrazione. Anche se molti asili nido privati che integrano al meglio i piccoli diversamente abili stanno nascendo o sono da poco attivi.
Da parte dell’educatore è importante attuare accorgimenti e strategie che semplifichino l’interazione tra i bambini. Può essere utile impiegare diversi tipi di comunicazione, non solo quella verbale, come la musica o la pittura. A sostegno pratico dell’educatore nel suo prezioso lavoro quotidiano in asilo possono intervenire:
- un piano educativo personalizzato individuato da operatori dell’Asl, insegnanti e assistenti;
- verifiche periodiche da parte dell’Asl e colloqui con i genitori per condividere gli effetti del piano educativo;
- la presenza di un educatore di sostegno per il bambino diversamente abile;
Spesso il genitore con un figlio disabile non sa come affrontare il mondo dell’asilo (e viceversa). Per fortuna in certi casi l’insegnamento arriva dai bambini stessi, da chi vive a stretto contatto la presenza in classe di un bambino particolare. Allora sono i figli che insegnano ai genitori che il loro piccolo amico, oltre a presentare caratteristiche che lo rendono unico, ne ha anche tante altre molto comuni: “è simpatico, sorride sempre, non parla mai, oppure piange spesso, è buffo, ci fa sorridere”.
I bambini semplificano e uniformano, oltrepassando il metro di giudizio degli adulti e rendendo semplice e “normale” ciò che agli occhi di noi grandi emerge come un insormontabile difetto.


mercoledì 31 luglio 2013

ATTIVITA' AL NIDO....

Buongiorno a tutti.. :)
Eccomi di nuovo a parlare di questi bambini speciali con bisogni...speciali..!! Volevo centrare questo post su una meravigliosa attività svolta al nido dove ho fatto tirocinio per far capire la diversità ai bambini e soprattutto per far concepire loro che non è una cosa da cui avere paura.
Durante il mio tirocinio è stato svolto un progetto con una comunità di persone disabili nel quale i bambini interagivano con loro.
Questo progetto è durato 3 mesi; nel primo periodo è stato spiegato ai bambini cosa signfica essere diversi, avere bisogni ed esigenze diverse, attraverso appunto la letteratura; quindi sono stati letti numerosi libri che trattavano di personaggi insoliti e differenti da loro. Qui hanno potuto capire che ognuno di loro era diverso e che la diversità non spaventa.
Nel secondo mese i bambini hanno fatto delle esperienze davvero significative; alcuni ragazzi della comunità sono entrati al nido e come potete immaginare i bambini all'inizio erano spaventati ma poi queste persone hanno iniziato a parlargli, a conoscerli a raccontare storie e così anche i bimbi hanno putoto vedere che queste persone nella loro diverstà erano uguali a noi.
Nel terzo periodo i bambini hanno fatto una visita guidata all'interno della comunità hanno potuto vedere come queste persone passavano il loro tempo e attrverso un laboratorio hanno costruito tutti insieme dei piccoli oggetti di pasta di sale da consegnare poi alle loro famiglie.
Alla fine questo meraviglioso progetto si è concluso con una piccola festicciola all'interno del nido per ricordare i bei momenti passati insieme e per ringraziare e salutare le persone che avevano contribuito a questo progetto.
Vi assicuro che nonostante la scetticità delle educatrici tutti sono stati davvero contenti e soprattutto le famiglie soddisfatte. I bambini si sono divertiti moltissimo e hanno imparato davvero tanto; è stata una cosa  positiva anche per le persone disabili che hanno affrontato con noi questa esperienza, anche perchè loro non si erano mai approcciate con dei bambini così piccoli.
Spero che questa attività sia piaciuta a voi tanto quanto a me, è stato davvero molto interessante... :)