Le disabilità non sono solo percettivo sensoriali come abbiamo fin'ora parlato, ma all'interno delle scuole si possono trovare bambini che hanno dei disturbi riguardanti l'apprendimaneto.
Tali problematiche prendono il nome di DSA (disturbi specifici dell'aprendimento) e includono molte difficoltà in ambito scolastico.
Tali disturbi possono riguardare l'ascolto, l'espressione orale, la lettura, i ragionamenti in matematica e conseguentemente questi bambini possono riscontrare problemi anche a livello di interazione e integrazione sociale tra i coetanei.
Esiste però una predisposizione innata al rischio di sviluppare disturbi dell'apprendimento; questi tipi didisturbi fanno si che il bambino abbia un rendimento scolastico inferiore rispetto ai suoi coetanei.
Il disturbo specifico della lettura comprende una significativa compromissione dello sviluppo della capacità di lettura e questo non è solamente legato ad un problema dell'età, ma a problemi di acutezza visiva, i bambni perciò on comprendono ciò che leggono.
Un'altro problema che riguarda i DSA come detto prima, è quello dei ragionamenti matematici; l'intelligenza numerica è la capacità di capire e ragionare attraverso il sistema cognitivo dei numeri e delle quantità.
A questo disturbo è associato anche quello della discalculia, ed entrano in gioco anche i disturbi specifici dei calcoli. Credo sia molto importante l'intevento precoce da parte dell'educatore/insegnante così da poter ridurre il rischio che si possa ancora di più aggravare con l'evolvere dell'età del bambino; è molto importante però ricordare che non tutti i bambini che presentano delle difficoltà su certe materie, siano affetti da DSA, prima di essere sicuri che un bimbo soffra di questi problemi bisogna tenerlo sottocontrollo, un'importante passo da far, e credo il più difficle, è parlarne con la famiglia, perchè molto spesso i genitori sono i primi a non voler accettare che i loro bambini hanno problemi, bisogna quindi fare molta attenzione a come ci si pone nei loro confronti.
bimba
lunedì 26 agosto 2013
venerdì 23 agosto 2013
ASPETTI RELAZIONALI DEI BAMBINI TRA I GENITORI E I PARI
I genitori si concentrano maggiormante nei bosogni speciali legati alla motricità anzichè ai bisogni reali dei loro bambini. Inoltre essi mostrano maggiori difficoltà di adattamento rispetto ai genitori di bambini senza disabilità e si sento meno sicura e soddisfatti de loro ruolo di genitori.
Le madri oltre a sentirsi meno soddisfatte si percepiscono meno competenti e più isolate socialmente; risultanoessere più soggette al rischio di depressione, ma il supporto dipersone qualificate può avere effetti positivi nel ridurre questo rischio.
Come si sa, nelle interazioni tra pari riveste un ruolo importante l'apparenza fisica e i bambini con problemi possono essere percepiti come meno interessanti e attraenti, non solo tra pari ma anche nel contesto sociale.
A scuola i coetanei dei bambini rivolgono in realtà numerose iniziative di interazone e integrazione; l'aiuto dell'educatore potrebbe risultare molto efficace se rivolto alla mediazione degli aspetti riguardanti l'intrapendere relazioni d'amicizia.
Credo che i bambini tra i 3 e 5 anni siano in grado di compredere molto bene condizioni di impedimenti visivi, uditivi e motori, e credo sia molto im portante approcciare i bambini a questi tipi di problematiche.
Le madri oltre a sentirsi meno soddisfatte si percepiscono meno competenti e più isolate socialmente; risultanoessere più soggette al rischio di depressione, ma il supporto dipersone qualificate può avere effetti positivi nel ridurre questo rischio.
Come si sa, nelle interazioni tra pari riveste un ruolo importante l'apparenza fisica e i bambini con problemi possono essere percepiti come meno interessanti e attraenti, non solo tra pari ma anche nel contesto sociale.
A scuola i coetanei dei bambini rivolgono in realtà numerose iniziative di interazone e integrazione; l'aiuto dell'educatore potrebbe risultare molto efficace se rivolto alla mediazione degli aspetti riguardanti l'intrapendere relazioni d'amicizia.
Credo che i bambini tra i 3 e 5 anni siano in grado di compredere molto bene condizioni di impedimenti visivi, uditivi e motori, e credo sia molto im portante approcciare i bambini a questi tipi di problematiche.
mercoledì 21 agosto 2013
LA CECITA'.. AL NIDO!!
La cecità, come ho detto nel precedente post è una disabilità percettivo-sensoriale molto grave; lo sviluppo dei bambini non vedenti è molto variabile e lagato a fattori intellettivi, cognitivi e sociali.
La vista e il movimento sono legati strettamente tra loro, la motricità permette al bambino l'esplorazione dell'ambiente circostante e la conoscenaz della realtà, favorendo lo sviluppo cognitivo, percettivo e sociale; nei bambini non vedenti questa privazione incide sulla capacità di movimento e sulle conoscenze spaziali.
Un'altro problema importante riscontrato nei bambini ciechi è la deambulazione, che mostra un notevole ritardo, e la ricerca degli oggetti, nella quale il bambino cieco deve affidarsi a sensazioni diverse come quelle attili e sonore; è per questo che al nido i bambini non vedenti possono riscontare non poche difficoltà.
Ci sono molte attività da poter fare con i bambini non vedenti come ad esempio leggere ad alta voce dei libri fatti con inserti di versi materiali, così che i bambini possano toccarli, oppure far manipolare loro diversi oggetti e magari fargli dire di cosa si tratt, ma una cosa cosa interessante è cercare di integrare il bambino con disabilità visiva, all'interno del gruppo, in modo che non venga escluso dai suoi compagni.
Si possono fare attività che facciano capire a tutti i bambini le difficoltà che si provano a non usare la vista, come ad esempio un gioco da fare bendati manipolando diversi oggetti, oppure aiutare i bambini ad orientarsi nella stanza o a riconoscere i compagni toccando il loro viso o diverse parti del corpo.
Credo sia importante far capire ai bambini fin da piccoli le difficoltà che possono incotrare i loro compagni affetti da disabiltà, così che si aiutino a integrarsi tra loro.
La vista e il movimento sono legati strettamente tra loro, la motricità permette al bambino l'esplorazione dell'ambiente circostante e la conoscenaz della realtà, favorendo lo sviluppo cognitivo, percettivo e sociale; nei bambini non vedenti questa privazione incide sulla capacità di movimento e sulle conoscenze spaziali.
Un'altro problema importante riscontrato nei bambini ciechi è la deambulazione, che mostra un notevole ritardo, e la ricerca degli oggetti, nella quale il bambino cieco deve affidarsi a sensazioni diverse come quelle attili e sonore; è per questo che al nido i bambini non vedenti possono riscontare non poche difficoltà.
Ci sono molte attività da poter fare con i bambini non vedenti come ad esempio leggere ad alta voce dei libri fatti con inserti di versi materiali, così che i bambini possano toccarli, oppure far manipolare loro diversi oggetti e magari fargli dire di cosa si tratt, ma una cosa cosa interessante è cercare di integrare il bambino con disabilità visiva, all'interno del gruppo, in modo che non venga escluso dai suoi compagni.
Si possono fare attività che facciano capire a tutti i bambini le difficoltà che si provano a non usare la vista, come ad esempio un gioco da fare bendati manipolando diversi oggetti, oppure aiutare i bambini ad orientarsi nella stanza o a riconoscere i compagni toccando il loro viso o diverse parti del corpo.
Credo sia importante far capire ai bambini fin da piccoli le difficoltà che possono incotrare i loro compagni affetti da disabiltà, così che si aiutino a integrarsi tra loro.
martedì 20 agosto 2013
DISABILITA' PERCETTIVO-SENSORIALI.... LA SORDITA'
Per conoscere il mondo bisogna guardarlo, toccarlo, annusarlo,
ascoltarlo, e persino assaggiarlo, ma è la mente ad interpretare ciò
che i nostri sensi colgono.
I bambini che soffrono di disabilità percettivo-sensoriali sono limitati sotto vari molti aspetti, e per questo l'obiettivo dell'educatore è quello di riconoscere i sintomi precocemente così che si possa iniziare ad intervenire con i trattamenti utili alla persona il prima possibile.
Le disabilità percettivo sensoriali riguradano soprattutto la vista nel quale si può parlare di cecità e l'udito al quale corrisponde la sordità.
Oggi volevo focalizzarmi soprattutto sulla sordità, visto che personalmente al nido, durante la mia esperienza di tirocinio, ho seguito una bambina sorda.
La sordità si riferisce a un deficit uditivo e per questo non consente alla persona di imparare ed apprendere una lingua. La sordità è tanto più grave quanto più alta è l'intensità neccessaria perchè i suoni vengano ricevuti e quanto minore è la quantità di frequenze che l'orecchio percepisce.
Rispetto ai bambini udenti, i bambin sordi evidenziano un ritardo di sviluppo pari a 2-4 anni, ma questo è semplicemente per il fatto che non hanno fatto esperienze uditive. Come detto in precedenza l'acquisizione del linguaggio rappresenta l'ostacolo maggiore per un bimbo sordo; i bambini sordi possono essere aiutati grazie a due strumenti medici: gli apparecchi acustici e gli impianti cocleari.
I primi servono solo ad ampliare le frequenze che dall'esterno arrivano all'individuo, mentre gli impiati cocleari sono dei veri e propri interventi chirurgici e fungono da un organo di senso vero e proprio.
I bambini che soffrono di disabilità percettivo-sensoriali sono limitati sotto vari molti aspetti, e per questo l'obiettivo dell'educatore è quello di riconoscere i sintomi precocemente così che si possa iniziare ad intervenire con i trattamenti utili alla persona il prima possibile.
Le disabilità percettivo sensoriali riguradano soprattutto la vista nel quale si può parlare di cecità e l'udito al quale corrisponde la sordità.
Oggi volevo focalizzarmi soprattutto sulla sordità, visto che personalmente al nido, durante la mia esperienza di tirocinio, ho seguito una bambina sorda.
La sordità si riferisce a un deficit uditivo e per questo non consente alla persona di imparare ed apprendere una lingua. La sordità è tanto più grave quanto più alta è l'intensità neccessaria perchè i suoni vengano ricevuti e quanto minore è la quantità di frequenze che l'orecchio percepisce.
Rispetto ai bambini udenti, i bambin sordi evidenziano un ritardo di sviluppo pari a 2-4 anni, ma questo è semplicemente per il fatto che non hanno fatto esperienze uditive. Come detto in precedenza l'acquisizione del linguaggio rappresenta l'ostacolo maggiore per un bimbo sordo; i bambini sordi possono essere aiutati grazie a due strumenti medici: gli apparecchi acustici e gli impianti cocleari.
I primi servono solo ad ampliare le frequenze che dall'esterno arrivano all'individuo, mentre gli impiati cocleari sono dei veri e propri interventi chirurgici e fungono da un organo di senso vero e proprio.
venerdì 16 agosto 2013
SPECIALITA' E NORMALITA'
Il termine specialità è riferito alle persone che a causa di una loro particolare formazione fisica non sono in grado di accedere a della cose che fanno parte della normalità.
La specilità finisce per sottrarre la persone a normali relazion con gli altri; queste perone speciali (disabili) anzichè facilitare i rapporti interpersonali, finiscono per allontarnarsi, isolarsi, escludersi anche se magari vengono proposti e riservati a loro speciali luoghi e diritti.
La realtà è diversa quando si parla del mondo della scuola o altre istituzioni educative; qui si scopre che i bambini speciali hanno bosogni normali e i bambini normali hanno bisogni speciali, normalità e spicialità allora non sono due modi diversi di essere, ma due differenti situazioni di bisogno.
Ecco perchè è importante far capire i bambini fin dalla prima infazia, l'importanza dell'essere diversi, ed è altrettanto imoprtante educare i bambini in un ambiente educativo stimolante, im presenza di altri bambini.
Educare il proprio figlio è totalmente diverso dall'educare i bambini in un gruppo; qui occorrono educatori professionisti preparati per organizzare gli spazi, i tempi, programmare la gionata, le attività, gestire le dinamiche tra i piccoli, rapportarsi con i colleghi e soprattutto con i genitori.
La specilità finisce per sottrarre la persone a normali relazion con gli altri; queste perone speciali (disabili) anzichè facilitare i rapporti interpersonali, finiscono per allontarnarsi, isolarsi, escludersi anche se magari vengono proposti e riservati a loro speciali luoghi e diritti.
La realtà è diversa quando si parla del mondo della scuola o altre istituzioni educative; qui si scopre che i bambini speciali hanno bosogni normali e i bambini normali hanno bisogni speciali, normalità e spicialità allora non sono due modi diversi di essere, ma due differenti situazioni di bisogno.
Ecco perchè è importante far capire i bambini fin dalla prima infazia, l'importanza dell'essere diversi, ed è altrettanto imoprtante educare i bambini in un ambiente educativo stimolante, im presenza di altri bambini.
Educare il proprio figlio è totalmente diverso dall'educare i bambini in un gruppo; qui occorrono educatori professionisti preparati per organizzare gli spazi, i tempi, programmare la gionata, le attività, gestire le dinamiche tra i piccoli, rapportarsi con i colleghi e soprattutto con i genitori.
mercoledì 14 agosto 2013
IL DIRITTO AD UN 'EDUCAZIONE INCLUSIVA.... AL NIDO
L'inclusione della vita sociale passa attravaerso l'inclusione scolastica, per questo motivo è essenziale integrare un bimbo con i suoi coetanei già dai primi anni di vita; educare fin dalla prima infanzia non significa solo educare a un pensiero libero, ma anche aprire nuovi orizzonti.
E' essenziale valorizzare ciò che si fa con i bambini disabili a partire dal nido per migliorare non solo chi ha dei bisogni speciali, ma anche per un migliore futuro sociale di tutti.
Un argomento molto interessante dal mio punto di vista sono i diritti che godono questi bambini; parlare di diritti significa però parlare anche dei doveri, che soprattutto gli educatori devono avere.
Tutti i bambini, come si sa, sono diventati nel tempo portatori di diritti, e il diritto di inclusione nei primi anni di vita richiama a pieno la nostra responsabilità di educatori.
I diritti di tutti i bambini si intrecciano con quelli di disabilità, nei quali vengono valorizzate ed evidenziate le differenze, i diritti fondamentali per un bambnio disabile non devono essere in nessun modo differenti da un bambino che non presenta diversità.
I bambini disabili comunque devono ricevere tutte le attenzioni e le cure di ogni altro bambino, l'educatore ha il compito fondamentale di saper ascoltare, osservare e capire i bisogni dei bambini.
E' essenziale valorizzare ciò che si fa con i bambini disabili a partire dal nido per migliorare non solo chi ha dei bisogni speciali, ma anche per un migliore futuro sociale di tutti.
Un argomento molto interessante dal mio punto di vista sono i diritti che godono questi bambini; parlare di diritti significa però parlare anche dei doveri, che soprattutto gli educatori devono avere.
Tutti i bambini, come si sa, sono diventati nel tempo portatori di diritti, e il diritto di inclusione nei primi anni di vita richiama a pieno la nostra responsabilità di educatori.
I diritti di tutti i bambini si intrecciano con quelli di disabilità, nei quali vengono valorizzate ed evidenziate le differenze, i diritti fondamentali per un bambnio disabile non devono essere in nessun modo differenti da un bambino che non presenta diversità.
I bambini disabili comunque devono ricevere tutte le attenzioni e le cure di ogni altro bambino, l'educatore ha il compito fondamentale di saper ascoltare, osservare e capire i bisogni dei bambini.
lunedì 12 agosto 2013
L'IMPORTANZA DELLA PSICOMOTRICITA'...AL NIDO
Come ho detto nei precedenti post, l'integrazione del bambino disabile al nido può essere ed è molto utile al bambino stesso, sia per quanto rigurada la sua capacità di relazione tra pari sia per un suo miglioramento fisico e psicologico.
Al nido vengono svolte molte attività che servono al bambino per la sua formazione fisica, e vengono svolte altrettante attività che aiutano il bambino ad entreare nell'ottica della diversità e cosa significa essere diversi e avere bisogni speciali.
Una disciplina inserita da non molto tempo al nido è la psicomotrictà sviluppata proprio per l'integrazione dei bambini con problemi di vario tipo. Con la psicomotricità si aiuta il bambino ad avere una visioni unitaria del suo corpo e agli occhi dell'educatore compare la parte più profonda e intima del bambino con la quale si entra in contatto.
Per introdurre la psicomotricità è essenziale preparare un setting accurato, il materiale adeguato stabilire il tempo e lo spazio entro il quale l'attività si svolge; il vero obiettivo dell'educatore è quello di osservare il disagio dei bambini e comprendere il problema e le modalità tecniche per aiutarli.
Le attività di psicomotricità possono riguardare molti aspetti e possono essere di vario tipo, come per esempio alcuni percorsi fatti con materassoni, sedie, panche, birilli, cerchi ecc, oppure possono riguardare uno specifico aspetto come ad esempio la paura di saltare da una certa altezza o la paura di buttarsi; qui si possono utilizzare diversi materiali come sedie, materassi dai quali far rotolare giu o far saltare i bambini.
Penso che questo tipo di attività sia molto utile per i bambini che presentano delle difficoltà motorie, in quanto esso stesso puo svilupparle nel migliore dei modi, e offre una maggiore integrazione con gli altri bambini.
Al nido vengono svolte molte attività che servono al bambino per la sua formazione fisica, e vengono svolte altrettante attività che aiutano il bambino ad entreare nell'ottica della diversità e cosa significa essere diversi e avere bisogni speciali.
Una disciplina inserita da non molto tempo al nido è la psicomotrictà sviluppata proprio per l'integrazione dei bambini con problemi di vario tipo. Con la psicomotricità si aiuta il bambino ad avere una visioni unitaria del suo corpo e agli occhi dell'educatore compare la parte più profonda e intima del bambino con la quale si entra in contatto.
Per introdurre la psicomotricità è essenziale preparare un setting accurato, il materiale adeguato stabilire il tempo e lo spazio entro il quale l'attività si svolge; il vero obiettivo dell'educatore è quello di osservare il disagio dei bambini e comprendere il problema e le modalità tecniche per aiutarli.
Le attività di psicomotricità possono riguardare molti aspetti e possono essere di vario tipo, come per esempio alcuni percorsi fatti con materassoni, sedie, panche, birilli, cerchi ecc, oppure possono riguardare uno specifico aspetto come ad esempio la paura di saltare da una certa altezza o la paura di buttarsi; qui si possono utilizzare diversi materiali come sedie, materassi dai quali far rotolare giu o far saltare i bambini.
Penso che questo tipo di attività sia molto utile per i bambini che presentano delle difficoltà motorie, in quanto esso stesso puo svilupparle nel migliore dei modi, e offre una maggiore integrazione con gli altri bambini.
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